Un documentario di Maurizio Sciarra
Con Eugenio Bennato e i Cantori di Carpino

SINOSSI
Andrea ha 89 anni, Antonio 80 e il più giovane, Antonio, 78. Tre cantanti di Carpino in provincia di Foggia. Tutti e tre lavorano nei campi e pascolano il bestiame, ma si sono sempre considerati dei cantanti di serenate, hanno composto e cantato sonetti che, secondo loro, “fanno innamorare”.
Il caso vuole che un giovane musicista di successo, Eugenio Bennato, senta un vecchio nastro registrato da un antropologo: “soltanto pochi secondi di una strana danza, e la voce di un vecchio, che spiccava col ritmo straordinario del suo dialetto. È stata la rivelazione di un mistero italiano: il paesaggio assolato e “perduto” del nostro Sud. Una tarantella solenne e disperata che non aveva niente a che fare con la solita oleografia del folklore del Sud e di Napoli. Erano i cantanti di Carpino quello che stavo ascoltando.” Chi ruba donna racconta la storia di tre vecchi cantanti, e di come Eugenio Bennato li abbia scoperti e abbia deciso di suonare con loro.
E nel centro del film s’intreccia un’altra storia: quella di tre teenager di Carpino che sciolgono il loro gruppo di punk-rock per seguire i tre cantanti, attratti dalla forza pura della tarantella.
Eccoli imparare la vecchia canzone. Un giorno saranno i cantanti di Carpino. Senza pretese o intellettualismi, i tre ragazzi disoccupati hanno riscoperto il significato della tarantella, l’antico ritmo nato come una danza che guarisce attraverso l’estasi. “È più forte di qualsiasi altra cosa, ti ipnotizza, ti cura”, dicono loro.

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