IO e MANFREDI
Documentario, Italia, 2016, 13’30”
PRODOTTO DA Luciano Toriello e Associazione Mecenate
REGIA, SOGGETTO, FOTOGRAFIA, MONTAGGIO Luciano Toriello
DA UN’IDEA DI Annalisa Mentana
CON Salvatore Lovaglio
COLONNA SONORA ORIGINALE Wabi Sabi
SINOSSI
Nel suo podere di Borgo San Giusto (Foggia), Salvatore Lovaglio sta dando alla luce il monumento equestre a Re Manfredi di Svevia.
La statua, commissionatagli dal Comune di Manfredonia per rendere omaggio al suo fondatore, prende forma nel silenzio del borgo, per poi venire trasferita nella Fonderia Artistica Mapelli a Cesate (Milano), dove l’opera sarà ultimata con la fusione in bronzo.
L’artista non lascia per un istante la sua opera, realizzata con grande fatica e amore, in un rapporto quasi simbiotico tra lui e la sua creazione.
SALVATORE LOVAGLIO
Nato a Troia nel 1947, ha studiato all’accademia di Belle Arti di Napoli e Foggia.
Dal 1995 è titolare della cattedra di Decorazione, prima nelle Accademie di Brera e Bari e poi presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia. Ha collaborato con lo scultore Franco Fossa alla realizzazione del monumento alle vittime civili di Busto Arsizio.
Ha realizzato per la città di Lucera la colonna monumentale in bronzo per il terzo millennio collocata nel piazzale della stazione e il monumento equestre a Re Manfredi di Svevia collocato nella piazza antistante il Castello di Manfredonia.
NOTE DI REGIA
Era da tempo che cercavo un approccio con il professor Lovaglio, ma volevo ritagliarmi uno spazio che potesse essere privilegiato rispetto all’osservarlo durante il suo lavoro.
L’occasione di stargli accanto in un processo complesso che richiedeva una presenza costante vicino all’opera diventava occasione unica.
Quando ho iniziato a filmare sapevo che cercavo qualcosa di più rispetto al mettere in scena la realizzazione di una scultura, qualcosa che potesse raccontarmi i particolari che la rendevano per l’artista indimenticabile.
La quotidianità vissuta nel suo podere di borgo San Giusto nei pressi di Foggia con gli animali e il silenzio della campagna circostante, mi dava giorno per giorno il modo di capire i tempi che avrebbe avuto il montaggio.
Per questa mia volontà mi sono inevitabilmente costretto a girare da solo, ad essere l’unico elemento della mia troupe.





